giovedì 18 settembre 2008

La classe oltre il pudore


E’ destino? In Italia non c’è progetto innovativo che non si affanni alla ricerca dello sputtanamento più spudorato. Era successo a Indymedia, che in un breve sprazzo di lucidità decise, giustamente, di chiudere bottega (se tale si può definire lo sfogatoio di paranoici, fanatici e narcisisti della peggiore specie, capaci di pubblicare solo due tipi di contenuto: oddio-quanto-odio-israele e oddio-quanto-mi-stanno-sulle-palle-gli-americani). Adesso la creatura si è riaffacciata alla vita in versione beta: staremo a vedere, siamo qui apposta. Un altro progetto andato a passeggiatrici multabili è Comunitàzione, punto di incontro e discussione per professionisti e studiosi di marketing e comunicazione il cui declino a piattaforma di pubblicazione per comunicati stampa (come questo) pare inarrestabile. Ne è un triste esempio questa pagina. Titolo: La classe oltre il tempo. (Inutile) oggetto: un forum in ricordo del conte Giovanni Nuvoletti. Chi sia questo signore ce lo dice l’autore del suddetto “articolo”: “Marito in seconde nozze di Clara Agnelli, sorella dell’Avvocato d’Italia Gianni… uomo colto e raffinato, con il gusto per la vita ed il piacere ma che non peccava mai di stile, che amava la buona cucina, fu anche presidente dell’Accademia Italiana della Cucina, fu scrittore ed anche attore, vantando, tra le altre, un’apparizione nel celebre film 'Il professor dottor Giovanni Tersilli' con Alberto Sordi.” Glissando sullo stile e sulla punteggiatura, scopriamo quindi che il tale conte non era un qualunque sfaccendato vip con la evve, ma personaggio di altissima levatura, avendo persino dato prova attoriale accanto all’Albertone nazionale (in effetti dalla foto assomiglia più a don Vito Corleone). Insomma uno degno di essere ricordato così: “L’evento si terrà il 19 settembre, in occasione della festa patronale che vedrà S. Gennaro impegnato a compiere “un miracolo” pure su Second Life... si tratta di una divertente provocazione degli organizzatori che in occasione del prestigioso incontro nell’atelier, si divertiranno a vestire gli avatar (personalità virtuali) che “entreranno” nello show-room Cilento… in second life e ne usciranno eleganti”. Ecco, effettivamente San Gennaro la dovrebbe piantare di dare i numeri del lotto e occuparsi un po’ di fashion. Possibilmente 2.0. Anzi 4: quante le repliche dell’articolo nella pagina, che nessuno evidentemente ha riletto.

4 commenti:

  1. Forse hai ragione, ogni tanto ci sono degli scivoloni, delle eccessive sviste e delle passeggiate multabili.
    ma per fortuna c'è chi come te fa le segnalazioni nel modo giusto e corretto per ridestarci dal mezzo sonno e rimetterci in camminata.

    grazie dunque per il tuo occhio vigile, cercheremo di deluderti sempre meno.

    grazie ancora.
    Luca Oliverio.

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  2. Ho frequentato a lungo il sito di comunitàzione, fino allo scorso luglio, quando non sono più riuscito a postare: problemi tecnici del sito o bannatura per i miei rilievi critici?
    Il sito merita di essere frequentato per i quotidiani articoli pubblicati, assai interessanti.
    Certo, qualcuno meno interessante c'è, come quello citato su Giovanni Nuvoletti, ma, solitamente, dopo le prime frasi, il lettore capisce che si tratta della rassegna di una celebrazione, che pure trova i suoi estimatori.
    Di solito i comunicati stampa sono assai noiosi; buona l'idea di raccoglierli tutti in un sito, che probabilmente sarà letto solo da quelli che li hanno redatti.
    Il problema è che i comunicati stampa, sorta di spam, vogliono essere letti, e allora si spargono per il web, spesso mascherati da notizie interessanti; a volte è il titolo che, se ben studiato, inganna, invitando alla lettura. Solo quando sei giunto nel bel mezzo del comunicato ti accorgi di aver perso del tempo.

    Giovanni Falcioni

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  3. Nella comunicazione rilevo, al momento, due punti crucciali:

    - deve sempre essere studiata per colui che la riceve, non per incensare chi la trasmette: guardate come sono bravo a scrivere (o a parlare)!
    Non è tanto importante ciò che si dice, ma ciò che l'altro comprende.
    Questo vale soprattutto per il mondo della scuola.

    - la buona comunicazione è quella cercata, non quella che ti viene a cercare, che t’insegue e ti perseguita.
    Qui entriamo nel problema del marketing, che non è di tipo comunicativo ma persecutorio.
    Ogni essere intelligente, per capire, ha bisogno di ascoltare un messaggio una sola volta, forse due, quando incontra uno di quei comunicatori di cui sopra, che fanno la ruota come il pavone, dove ad emergere è l'autore, non il sapere che vuol trasmettere.
    Costoro, per mostrarsi originali, creativi, o per sorprendere ad ogni costo, storpiano il messaggio, caricandolo di significati ambigui, fino al cattivo gusto, o pesantemente stupidi, puerili, nell'intento di farlo rimanere a lungo nella mente del "target", o perchè va a colpire qualche tematica collettiva irrisolta, conflittuale.
    Il destinatario della comunicazione, che in questo caso è il consumatore, non è più un essere umano, ma un'oca da ingrasso, una macchina per far soldi, un animale da condizionare o un oggetto.
    Il marketer si giustifica affermando che sta "educando" il consumatore a scoprire parti non conosciute di se stesso. Ridicolo!
    L'apice è raggiunto dal cosiddetto "marketing poli-sensoriale" che non sfrutta più il canale della conoscenza, della razionalità, della consapevolezza, ma quello dei sensi, il subliminale, le risposte automatiche, scorciatoie verso desideri nascosti o rimossi.
    Non è più comunicazione ma coercizione, violenza strisciante, a danno di chi la riceve, perchè non fa più gli interessi di questi, ma del venditore, senza curarsi delle reali necessità del cliente o dei danni che può riportare da un consumo errato o non necessario per lui.
    Viene a mancare la reciprocità del vantaggio e questo, a lungo andare, danneggia lo stesso venditore.
    Si pensi al mercato dei prestiti al consumo o dei mutui: costringere, con trappole pubblicitarie a consumare ad ogni costo, indebitandosi per anni, ha portato al crollo delle borse, per insolvibilità dovuta a problemi legati all'esaurimento delle risorse, che il mondo del marketing doveva prevedere.
    Di questi crack ce ne sono stati tanti in passato, ma ben poco è stato fatto per prevenirli.
    Non s’impara mai abbastanza dagli errori.

    Concludendo: il problema più grosso che dobbiamo affrontare ogni giorno è come liberarsi dell'informazione che non ci serve, che sommerge ed intasa ogni canale comunicativo.
    E se per un bel po' di tempo i comunicatori tacessero?
    Per svolgere in modo ottimale ed utile il loro lavoro dovrebbero mettere un solo annuncio, nel giusto canale specializzato ed attendere il cliente.
    Il consumatore, che è più intelligente di quanto si creda, farà le sue ricerche, confronterà, quindi procederà all'acquisto. Il tutto con minimo dispendio di tempo e di energie, per tutti.
    G. Falcioni

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  4. Evitare l'informazione inutile è il problema del secolo...di questo e anche del prossimo, scommetterei
    Sara

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